Ogni azienda che ha perso dati aveva un backup. Il problema è che quasi nessuno lo aveva mai provato. Il backup non è un file da qualche parte: è una procedura di ripristino che qualcuno ha eseguito almeno una volta, cronometrandola. In questo articolo trovi la regola 3-2-1, i due numeri che devi decidere prima di scegliere qualsiasi strumento e un piano di ripartenza applicabile a un sito, a un e-commerce o a un gestionale aziendale.

Da cosa ti stai proteggendo

Le cause di perdita dati che vedo realmente, in ordine di frequenza:

  • Errore umano: una cancellazione, un aggiornamento sbagliato, un comando eseguito nell'ambiente sbagliato. È la causa numero uno, molto prima degli attacchi
  • Aggiornamento andato male: un plugin o una libreria che rompe il sito o corrompe i dati
  • Compromissione del sito: codice malevolo iniettato, contenuti alterati, pagine di spam
  • Ransomware: dati cifrati, spesso insieme ai backup raggiungibili dallo stesso sistema
  • Guasto dell'infrastruttura: raro con fornitori seri, ma non impossibile — l'incendio di un data center europeo qualche anno fa ha cancellato aziende che avevano backup nello stesso edificio
  • Fine del rapporto con un fornitore: accessi revocati e nessuna copia in mano al cliente. Succede più spesso di quanto si creda

Sono scenari diversi che richiedono difese diverse. Un backup giornaliero sullo stesso server protegge dal primo caso e da nessuno degli altri.

La regola 3-2-1 (e la variante moderna)

  • 3 copie dei dati: quella in produzione più due copie di sicurezza
  • 2 supporti o tecnologie diverse: non tutto sullo stesso tipo di archiviazione
  • 1 copia fuori sede: geograficamente separata dalla produzione

La versione aggiornata aggiunge due requisiti nati dall'esperienza con il ransomware: una copia non modificabile (immutabile o con versionamento che impedisce la sovrascrittura) e zero errori nella verifica di ripristino. Perché una copia raggiungibile e cancellabile dallo stesso account che gestisce la produzione, in caso di compromissione, viene cancellata insieme a tutto il resto.

I due numeri da decidere prima di tutto

Prima di scegliere strumenti e fornitori, l'azienda deve rispondere a due domande. Non sono domande tecniche: sono decisioni di business.

  • RPO — quanti dati puoi permetterti di perdere? Se il backup è notturno, l'RPO è di 24 ore: un guasto alle 18 cancella una giornata di ordini
  • RTO — quanto puoi restare fermo? Se il sito genera ordini, ogni ora ha un costo calcolabile: bastano fatturato annuo diviso ore di apertura per avere l'ordine di grandezza
Tipo di sistema RPO consigliato RTO consigliato Strategia
Sito vetrina 24 ore 4 - 8 ore Backup giornaliero, copia fuori sede settimanale
Blog o portale editoriale 6 - 12 ore 2 - 4 ore Backup più frequente dei contenuti
E-commerce 1 ora o meno 1 - 2 ore Backup del database frequente più log delle transazioni
Gestionale aziendale 15 minuti - 1 ora 2 - 4 ore Copia continua del database, ambiente di riserva pronto

Ridurre RPO e RTO costa denaro, e il costo cresce rapidamente. Il criterio è economico: si investe fino al punto in cui il costo della protezione resta inferiore al costo atteso del disservizio, che è esattamente il ragionamento fatto in quanto costano davvero i bug in produzione.

Cosa salvare (l'elenco che quasi sempre è incompleto)

  • Database: con esportazioni coerenti. Su e-commerce e gestionali serve la coerenza transazionale, non una copia dei file mentre il sistema scrive
  • File caricati dagli utenti: immagini, PDF, allegati. Sono la parte più pesante e la più spesso dimenticata
  • Codice applicativo: se è in un repository sei già coperto, ma verifica che il repository non viva solo sul computer di una persona
  • File di configurazione e variabili d'ambiente: chiavi, credenziali dei servizi esterni, parametri. Senza, il ripristino si ferma a metà
  • Configurazione del server: regole del web server, certificati, attività pianificate
  • Caselle email e DNS: raramente inclusi nei backup del sito, ma indispensabili in caso di disastro completo
  • Documentazione di ripristino: la procedura, i contatti dei fornitori e le credenziali di emergenza, conservate in un luogo raggiungibile anche quando i sistemi sono fermi

La prova di ripristino: l'unica cosa che rende reale un backup

Un backup non verificato è una speranza. La prova va fatta con una cadenza regolare — almeno ogni trimestre per un sistema aziendale — e deve rispondere a domande precise:

  • Il ripristino su un ambiente pulito è andato a buon fine, senza intervento manuale non documentato?
  • Quanto è durato davvero? Se l'RTO dichiarato è due ore e la prova ne richiede sei, l'RTO è sei
  • I dati ripristinati sono completi e coerenti, non solo presenti?
  • Le integrazioni esterne tornano a funzionare, o vanno riconfigurate a mano?
  • Chi sa eseguire la procedura? Se la risposta è "una persona sola", hai un secondo punto debole

Il momento migliore per fare la prima prova è quando tutto funziona. Il peggiore è mentre il sito è offline e il telefono squilla.

Errori frequenti

  • Backup sullo stesso server che dovrebbero proteggere
  • Backup accessibili con le stesse credenziali della produzione: chi entra, cancella tutto
  • Conservare solo l'ultima copia: se la compromissione risale a due settimane fa, stai ripristinando il problema
  • Nessuna notifica in caso di fallimento: i backup si interrompono in silenzio, tipicamente per spazio esaurito, e nessuno se ne accorge per mesi
  • Copia dei file del database mentre il servizio scrive: produce archivi corrotti che sembrano validi finché non servono
  • Nessuno che sappia dove sono i backup quando la persona di riferimento è in ferie
  • Backup senza verifica dell'integrità: un archivio danneggiato pesa quanto uno sano

Domande frequenti

Il backup del mio hosting è sufficiente?

È un buon punto di partenza, non una strategia completa: vive nella stessa infrastruttura che dovrebbe proteggere e in genere ha una conservazione breve. Serve almeno una copia in un luogo controllato dal cliente. Verifica anche se puoi ripristinare in autonomia o se devi aprire un ticket e attendere.

Ogni quanto va fatto il backup?

Lo decide l'RPO, non l'abitudine. Sito vetrina: giornaliero. E-commerce e gestionali: database più volte al giorno, file con frequenza minore perché cambiano meno.

Quanto conservare le copie?

Uno schema collaudato: copie giornaliere per 30 giorni, settimanali per 3 mesi, mensili per un anno. Copre sia l'errore scoperto subito sia quello scoperto tardi. Attenzione ai dati personali: la conservazione non può essere illimitata, come ricordato in GDPR e cookie nel 2026.

Quanto costa una strategia fatta bene?

Per un sito aziendale, la protezione secondo la regola 3-2-1 costa tipicamente poche decine di euro al mese di archiviazione più la configurazione iniziale. Confrontalo con il costo di una settimana di fermo e di dati ricostruiti a mano: è tra gli investimenti con il rapporto più favorevole in assoluto.

MameTech: backup verificati, non solo pianificati

Progetto e gestisco strategie di backup e ripristino per siti, e-commerce e gestionali PHP e Yii2: copie multiple in luoghi separati, archiviazione non sovrascrivibile, notifiche sui fallimenti e prova di ripristino documentata con tempi reali. Il cliente ha sempre accesso diretto alle proprie copie. Assisto aziende e web agency in tutta Italia. Contattami per una verifica gratuita: partiamo da una domanda semplice, quando è stata l'ultima volta che avete provato a ripristinare?

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